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Spaghetti della Valtellina

spaghetti della valtellina

I prodotti di Lovetaly facevano parte del premio datoci per la creazione del piatto legato ad un’opera d’arte – qui il post – piatto che abbiamo fatto in occasione di Arti&Mestieri alla Fiera di Roma invitate dallo chef Fabio Campoli, Sabrina di Natosottoilcavolo foodblogger ed io abbiamo partecipato con i nostri piatti e siamo state premiate, grande soddisfazione.

Quando ho preso in mano questa scatola mi sono detta: “adesso che pasta invento con questi spaghetti?” l’occhio però mi è subito scivolato sulla dicitura “Valtellina” e lì è partita la ricetta, ho visto il piatto pronto. Dovete sapere che sono una grande estimatrice dei Pizzoccheri, in inverno li faccio molto spesso, tutta la famiglia adora i pizzoccheri e devo dire che non c’è ricetta migliore a conclusione di una fredda giornata mangiarsi questa pasta inondata di abbondante formaggio Bitto o Fontina.

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Pici vegetariani

pici con verdure

Posto questa ricetta per una cara amica conosciuta su facebook, Man Cap, a lei piacciono molto e cercherò di scrivere una spiegazione molto chiara in modo che lei riesca a farli, sono facili Man Cap, segui molto bene la mia spiegazione.
I Pici sono la mia pasta preferita, e i Pici vegetariani anche di più. Mia nonna li faceva divinamente ed io ero sempre lì a chiederle  di farmeli “nonna mi fai i Pici, nonna mi fai i Pici” e lei dolcissima li faceva, ma io li avrei mangiati tutti i giorni, a quell’età era normale, invece mamma non li faceva tanto volentieri, sì ogni tanto ma lei era per le tagliatelle, le davano più soddisfazione, io ero e sono “piciaia” e ho voluto imparare bene a farli così li faccio quando voglio e a casa mia li adorano in tutti i modi, con tutti i condimenti. Questa volta  i mie Pici vegetariani  li ho conditi con germogli di zucchina, asparagi e carciofi, una cosa divina. Altre ricette di Pici le trovate qui, qui, e qui.

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Lasagnette con Cime di Rapa su Crema di Olive e Noci

lasagnette alle cime di rapa

Lasagnette alle Cime di Rapa su Crema di Olive e Noci ed ora la storia. Quando sono stata inviata a partecipare al contest, all’interno della manifestazione Arti&Mestieri di Roma (qui un’ampia descrizione), “una ricetta un’opera d’arte”,  non pensavo di vincere, mi sono impegnata, cerco sempre di fare ogni cosa con serietà, amo questa mia passione, ma è successo e la nostra gioia quando lo abbiamo saputo,  Sabrina del blog Natosottoilcavolo ed io, è stata grande.  A consegnare i premi oltre allo chef Fabio Campoli del Circolo dei Buongustai che presentiamo qui e qui sono stati Gianmarco Tognazzi con la sua Tognazza e  Guido Lucarelli per Lovetaly. In questa ricetta presento un prodotto della Tognazza, la Crema di Olive nere e realizzo delle Lasagnette alle Cime di Rapa su Crema di Olive e Noci

Qui trovate tutti i prodotti della Tognazza.

OLIVENERE

Questa la Crema di Olive Nere della Tognazza

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Ravioli di patate e ricotta

 La riforma agraria dei primi del ‘900 porta il nome del senatore abruzzese marchese Raffaele Cappelli. Nel 1915 il genetista Nazareno Strampelli ottiene per selezione genealogica dalla popolazione nord-africana Jenah Rhetifah, a Foggia presso il centro di ricerca per la cerealicoltura, il famoso grano duro (triticum durum). Strampelli dedicò questa cultivar al senatore abruzzere Raffaele Cappelli che con il fratello Antonio aveva avviato trasformazioni agrarie in Puglia e sostenuto lo Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori ed altre risorse. Nacque così il famoso grano duro Senatore Cappelli.

ravioli patate e ricotta

Il grano Cappelli, di cui sentivo parlare quando ero piccola perché veniva coltivato anche in maremma,  ha un difetto: l’allettamento. Cioè, è un grano troppo alto e si sdraia facilmente, però è un grano con una alta adattabilità, rusticità e ci dona un’ottima  semola molto fine. Fu così che nel trentennio dagli anni ’20 agli anni ’50 il 60% del territorio italiano destinato al grano duro fu seminato a Cappelli e in futuro si allargò anche in altri paesi mediterranei.

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Gnocchi di Zucca

Gnocchi di zucca

Gnocchi di Zucca. Ancora un piatto con la zucca, questa volta non vi tedierò parlando dei miracoli della zucca, di quanto faccia bene, di quanto sia versatile, adatta a chi segue una dieta, povera di calorie..ecc… ecc… ho scritto tutte queste cose nei post precedenti e le trovate qui e qui, e vi consiglio anche le due ricette, provatele e poi ditemi. Sono ricette molto facili e veloci. Gli gnocchi di zucca sono ottimi, vi confesso che è la prima volta che li mangio, neppure io capisco perché, ma forse c’è una spiegazione. Io non sono molto brava a fare gli gnocchi, è uno di quei piatti che non mi sono mai preoccupata di imparare, mia madre li faceva divinamente ed io li mangiavo, poi è cambiato tutto e adesso mi cimento, questa settimana li ho fatti con le patate viola, le vitelotte francesi e questi con la zucca, una delizia, provateli. Andiamo ai nostri Gnocchi di Zucca.

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Ravioli di borragine e ricotta su salsa di funghi

ravioli borragine e ricotta

Nei banchi dei mercati si comincia a trovare la borragine.  Usate la borragine cruda o cotta, ma usatela per poco tempo e in piccole quantità, questa erba così buona può essere molto tossica, io la amo molto, mi ricorda la nonna materna che invece ne faceva largo uso, in Toscana, anzi in Maremma si usa molto, cresce spontanea in ogni luogo, si usa per fare i ravioli oppure cruda in insalata, la parte interna, quella più tenera, ci si fa la frittata insieme ad altre verdure, oppure si può mettere nei minestroni, insomma è molto buona, mi raccomando non abusate di questa ottima erba come di tante altre.

Per qualunque chiarimento e curiosità andate a leggere quanto scritto in questo sito, troverete tutto quanto volete sapere, Erbe Officinali.

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Cucina Toscana: Pici con farina di farro

Cenni storici sui pici li trovate qui e qui, è comunque una pasta fatta a mano, dei grossi spaghettoni, si possono fare con varie farine, questa volte i pici li ho fatti con farina di farro e una piccola quantità di farina 0 e devo dire che sono venuti ottimi, il farro è uno dei miei preferiti. Sono tipici delle provincie di Grosseto e Siena, ma si “appicia” in tutta la Toscana.
Una volta i pici venivano fatti solo con farina 0 e acqua, infatti mi è stato detto, “ma i tuoi non sono uguali?” sì i miei sono pici fatti adesso, se mia nonna avesse avuto la farina di farro li avrebbe fatti con il farro e anche con la semola, ma non c’erano, nessuno le conosceva, non sono diversi i miei pici sono passati gli anni e anche la cucina tradizionale, cambia, migliora, gli ingredienti non sono più gli stessi, ma i pici sono sempre loro, provateli e poi ditemi, io i pici li faccio anche con la farina di grano saraceno, sono ottimi, l’importante è un condimento adatto

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