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Confetti Pelino, una storia lunga 230 anni

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In occasione della Giornata Nazionale del Confetto per il Calendario del cibo italiano, abbiamo intervistato la senatrice,  signora Paola Pelino, della famosa azienda di Sulmona che produce confetti dal 1783.
Alice del Re, ambasciatrice di questa giornata, nel suo blog ci parlerà dei confetti e della loro storia.

Affezionata alla sua azienda?
“Da morire, è nel mio Dna”. Paola Pelino, ora senatrice, quando parla della sua impresa non nasconde l’amore per la creatura  alla quale la sua famiglia dal 1783 ha dato vita. E, diciamocela tutta, ne ha ben donde: i confetti Pelino di Sulmona sono i “confetti” per antonomasia e conosciuti nel mondo .

imagescredits: Pelino

Una storia imprenditoriale e anche di famiglia
“Io sono la settima generazione- racconta- e mia figlia che lì lavora è l’ottava. Ho cominciato a lavorare in azienda a 17 anni e per 35 anni, la prima donna a dirigerla, ora che ho deciso di impegnarmi in politica,  la dirigono i miei fratelli. Il personale è tutto femminile e non abbiamo mai pensato di trasferirci altrove, magari a New York o a Milano, per mantenere le nostre radici in Abruzzo”.

Ora facciamo un po’ di storia.
“Il confetto di Sulmona– spiega la senatrice-  trova le sue origini documentate alla fin del XV secolo con una ricetta originale e originaria di mandola e miele, allora non esisteva lo zucchero. Quando nel XIX secolo, nel 1850 circa,un tedesco estrasse lo zucchero dalla barbabietola, vennero prodotti confetti con un’anima di mandorla e ricoperti esclusivamente di zucchero bianco e, cioè senza l’intervento di amido, che schiarisce, o farina”.

Una ricetta segreta, ovviamente
“Una ricetta che è un segreto di famiglia tramandata di padre e figlio, la Pelino esiste dal 1783”.

Ma qualche segreto ce lo può svelare?
“Vi dico solo che le mandorle stanno 3 giorni nei formi per farle asciugare ben bene  per essere  poi rivestite di zucchero e solo zucchero bianco. Pensi,  è uno dei prodotti consigliati per il malati di celiachia”. Vuole aggiungere altro?
“Sì, una cosa a cui tengo molto. Nel fabbricato dell’azienda abbiamo aperto un museo unico al mondo, un museo dell’arte e della tecnologia confettiera”.

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credits: Pelino

A questo proposito siamo entrati nel sito della Pelino per conoscere meglio questo museo e leggiamo: “Un’ampia superficie dell’insediamento produttivo è dedicata al Museo Confetti Pelino dove è possibile ammirare una vasta esposizione di macchine antiche per la produzione di confetti e varie attrezzature, cimeli e preziosi, oggetti rari riguardanti l’antica arte sulmonese della confetteria. Il museo è stato fondato dalla famiglia Pelino nel 1988 ed è destinato a celebrare non solo la storia illustre della società Pelino stessa, ma anche quella degli altri antichi artigiani che hanno contribuito alla fama di Sulmona con la loro abilità dal periodo tardo medievale in poi. Alle pareti fanno bella vista di sé certificati, premi e partecipazioni a esposizioni internazionali dal 1800 fino ai giorni nostri, oltre ai molti brevetti registrati in giro per l’Europa. Ci sono anche statue e ritratti di antenati della famiglia Pelino, una preziosa collezione di bonbonières antiche e una curiosità: il primo telefono mai installato a Sulmona”.

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credits: Pelino

Torniamo a noi, la Pelino non si limita solo ai confetti di tutti i tipi e colori (bianchi, rossi, azzurri, verdi e celesti) e per le diverse occasioni…
“No produciamo altri cento tipi di confetti. Pensi che ormai è tradizione che  molte tavolate finiscano con la “confettata”, un termine pugliese diventato di uso comune, tavoli con cesti pieni dei nostri prodotti”.

Esportate all’estero?
“Sì, esportiamo in quasi tutti i paesi del mondo. Cominciammo con gli Stati Uniti, lì i nostri connazionali emigrati volevano i confetti italiani, quindi quelli nostri, per le loro cerimonie e, poi, anche gli americani li apprezzarono e sono diventati un prodotto molto diffuso negli Usa”.
Noi produciamo le migliori mandorle del mondo ma poi importiamo dall’estero.
“Non è il nostro caso, la nostra forza è sì la qualità della nostra ricetta ma anche l’utilizzo di materie prime italiane come la mandorla di Avola, le migliori del mondo anche se hanno un certo prezzo, pistacchi di Bronte e zucchero raffinatissimo e, soprattutto, bianco”.

Insomma, la Pelino è un’eccellenza italiana?
“Sì, certamente e ne andiamo molto fieri e non solo per noi. Possiamo dire senza temere smentite che siamo un pilastro del Made in Italy che sosteniamo e difendiamo”.

logo-pelino-ovalecredits: Pelino

Via Stazione Introdacqua, 55
67039 SULMONA
Tel. +39.0864.210047 – Fax +39.0864.32323
pelino@pelino.it
www.pelino.i
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This Post Has 2 Comments

  1. Alice

    Grazie Tamara!! Che onore avere questa intervista… E pensare che nella Pelino la presenza femminile è così forte mi emoziona molto…e spiega anche molte cose, secondo me! 😉
    Sarebbe molto bello visitare il museo…e poi fare un pranzo da terminare con una bella confettata!
    Grazie ancora.

    1. TamTam

      Anche a me Alice e sono veramente contenta, donne così non si incontrano tanto facilmente, almeno oggi, fiera del suo lavoro e della sua azienda e sono rimasti in Italia, merita davvero tanta stima, grazie a te, per il tuo articolo di approfondimento davvero interessante, quante cose si vengono a sapere con questo calendario, sono contenta di partecipare ogni volta. Alla prossima, un abbraccio
      p.s. prima o poi andrò al museo sono troppo curiosa

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