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Acaraje – frittelle brasiliane

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Acaraje – frittelle brasiliane. Questo immenso Paese ci riserva sorprese anche nel cibo, molte verdure e molta frutta, e tanti legumi come dimostrano queste polpette-frittelle chiamate Acaraje che ho visto da Rosa Maria  la nostra ambasciatrice per il soggiorno in Brasile del nostro Abbecedario culinario mondiale da un’idea di Aiù della Trattoria Muvara, la Trattoria più famosa del web. Rosa Maria è una esperta conoscitrice di cucina latino americana e mi sono fidata. Ottime, un concentrato di proteine vegetali.

acaraje

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Questo piatto fa parte della cucina afro-brasiliana, in particolare di Bahia. E fatto solamente da pasta di fagioli, cipolla e sale, fritte, io nell’olio di arachide, invece la ricetta originale prevede una cottura in olio di dendè, cioè olio di palma, estratto da una particolare palma, ma noi abbiamo dichiarato guerra all’olio di palma per cui niente olio dendè ma olio extravergine d’oliva o arachide.

In Brasile vengono servite con peperoncino e gamberi, con pomodori verdi e rossi tritati insieme al coriandolo. In Africa sono chiamati àkàrà che vuol dire palla di fuoco e je significa mangiare. In Brasile si sono unite le parole acara-je che vuol dire “mangiare la palla di fuoco“.

L’acarajé è preparato con dei fagioli chiamati feijão-fradinho, che devono essere tritati su una pietra in pezzi grandi e posti a bagnomaria affinché la buccia si stacchi. Una volta sbucciati, vengono tritati nuovamente, per raggiungere una consistenza finissima. Si aggiungono quindi cipolla tritata e un po’ di sale.
L’Acarajè venduto dalle baiane nell’abito tradizionale bianco è tagliato a metà e servito insieme agli altri piatti.

 Ingredienti per 10 Acarajè

  • 1/2 chilo di fagioli secchi tipo cannellini
  • 1/2 cucchiaio di sale
  • 1 cipolla tritata
  • un cucchiaio di semi di coriandolo tritati
  • olio di semi di arachide per friggere

Cercate di rompere il più possibile e fagioli, io li ho messi nel cutter e un po’ si sono spezzati, metteli poi a bagno per 24 ore e dopo togliete le bucce sfregandoli con le mani, una volta tolte le bucce rimetteteli nel cutter e frullateli fino ad ottenere una crema, unite la cipolla tritata e i semi di coriandolo sminuzzati.
Mettete l’olio in una padella e quando è caldo a suffcienza aiutandovi con il cucchiaio formate delle palle che lascerete cadere nell’olio, alcuni minuti e saranno pronte.
Potete aprirle e ripienarle con verdure tritate, pomodori verdi e rossi e peperoni, oppure cuocere velcoemente in una padelela dei gamberi, sfurmarli con del rum e inserire in ogni frittella un gambero.
Acarajè è un cibo sacro alle divinità del Candomblé.

Il Candomblé è una religione afrobrasiliana tuttora praticata in Africa e prevalentemente in Brasile ma anche in stati vicini come l’Uruguay, il Paraguay, l’Argentina e il Venezuela e diffusa anche in alcuni paesi europei (Portogallo, Spagna, ecc.). Di origine Africana (Nigeria, Togo, Congo, ecc.) questa religione consiste nel culto degli Orixa, che non sono divinità, ma spiriti, emanazioni del Dio unico, Olorum. Gli orixas rappresentano archetipi antropologici; ad essi sono associati determinati colori, attività umane, tipi di alimenti, erbe mediche, ecc. Essi trasmettettono agli umani axé, cioè l’energia universale che è in tutte le cose e nei viventi. Uno solo di essi è di origine umana (Omolu, detto anche Obalaue).

Questa religione è giunta in Brasile dall’Africa, portata da sacerdoti africani e fedeli che erano stati deportati come schiavi. la parola Candomblé (di origine Bantu) sembra significasse “danze di negri”, ed è anche il nome di un antico strumento.

Fonte: Wikipedia

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This Post Has 5 Comments

  1. Maria bianca

    Quello che più mi piace di te e’ che,prima della ricetta,ci dai tante notizie sul piatto cucinato…..una vera fonte di conoscenze culinarie!!!

    1. TamTam

      Tesoro voi siete la mia linfa, io vorrei incontrare quelle a cui sono più affezionata in una grande casa e poter chiacchierare e cucinare con voi senza orari e senza limiti di tempo…che bello

  2. Rosa Maria

    e siamo in due ad averle digerite con difficoltà 🙂 ma sono ottime! Sai cosa penso, che la difficoltà di digerirle dipenda dal tipo di cottura del fagiolo…..me ne vado per una idea. Che ne pensi? Grazie del contributo Tam

    1. TamTam

      penso anche io che dipenda dal tipo di cottura Rosa…

  3. Paola

    Davvero gustose….e quante cose sai!!!

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