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Gelu di Muluni per la festa di Santa Rosalia

Gelu Muluni

Gelu di Muluni per la festa di Santa Rosalia. Pigghiati un muluna di 5 chila, livatici la simenza e la scorcia e passatilu a sitacciu. Juncitici 800 grammi di zuccaru e 200 grammi di amidu pi cosi duci e faciti vugghiri pi 5 minuti. Appena friddu, juncitici 100 grammi di cioccolattu, 100 grammi di cucuzzata, un pugniddu di pistacchiu e tutti sti cosi sunnu tagghiati pizzudda pizzudda. A ‘stu puntu cuminciati a ‘mmiscari di sutta e di supra, sparpagghiannuci supra ‘n’anticchia di cannedda macinata. Fattu chistu, pigghiati li furmina e sbarratici la conza di muluna e mittiti ‘n frigurifiru, pi un’ura, abbuccatedda. [1]

Il cocomero o anguria è uno dei prodotti più venduti per strada, in molte regioni ma soprattutto in Sicilia si vedono apetti agli angoli carichi di enormi cocomeri mentre a Roma una volta, adesso sempre meno, si trovavano sia sul lungo tevere che in alcune piazze particolari non necessariamente centrali ma conosciute. In Maremma all’incrocio fra Marina di Grosseto e  Castiglione della Pescaia c’era il cocomeraio e stava aperto tutta la notte, aveva delle cataste di cocomeri enormi e c’era la fila di macchine che si fermavano a mangiare il cocomero fresco, quelli belli lunghi americani si chiamavano…non so se c’è ancora. Della Sicilia ricordo gli apetti con i cocomeri e con i fichi d’India, quanti ne mangiavo, sono stata tante estati in Sicilia, tanti anni fa e ho solo ricordi molto belli.

 

gelu muluni

La prima volta che mangiai il gelu di muluni fu quando andai a Palermo in un assolato pomeriggio di agosto, mi fermai in una pasticceria di piazza Politeama e fui colpita da questa coppetta piena di quello che sembrava un ghiacciolo ma che ghiacciolo non era, questo il mio incontro con il gelu di muluni e lo mangiai passeggiando per via Roma, Palermo era bellissima.

Fu una giornata particolare ricordo che ero stata invitata a casa delle sorelle Mafai e sebbene conoscessi Miriam ero un po’ emozionata ad entrare in una casa tanto famosa. Ricordo i tanti quadri alle pareti e la piacevole conversazione con le sorelle Mafai…Palemo mi stregò.

Il massimo della maturazione delle angurie avviene nei giorni  per i festeggiamenti della patrona Santa Rosalia e i budini di anguria vengono preparati proprio per questa occasione. Si dice anche che la gelatina d’anguria sia da attribuire agli Arberesch che, provenendo dall’Albania, si stanziarono in territori della Sicilia in cui ancor oggi risiedono, (Piana degli albanesi) mantenendo usi e costumi della loro terra natia e coltivando frutta di ogni tipo. Però è molto più probabile che il gelo sia stato portato in Sicilia con la denominazione araba, i colori e i profumi sembrano confermarl0.

La ricetta del gelo di mellone è molto semplice, succo di anguria fatto bollire con amido di mais o frumento, zucchero, bacca di vaniglia e acqua di gelsomino, prima che geli si aggiungono gocce di cioccolato e pezzettini di pistacchi e poi inf rigorifero per alcune ore. E’ molto buona e rinfrescante, adatta alla calura di Palermo.

La ricetta che si trova sui libri ed è presente in molti siti anche ufficiali siciliani a me non piace, io credo che negli anni si sia persa quella originale e forse si è esagerato nella presenza dell’amido di mais per addensare, ho provato a rifare la ricetta con una dose minore di maizena e nonostante la riduzione dell’amido non sono riuscita a mangiare il mio gelo quindi ho elaborato una mia ricetta e siccome ricordavo benissimo il sapore di quello mangiato tanti anni fa a Palermo ho deciso di fare dei tentativi con il mio addensante preferito l’agar-agar e sono riuscita ad avere un gelo di mellone buonissimo denso come un budino con il solo sapore dell’anguria e non dell’amido di mais. Ovviamente l’altro dopo averlo fatto l’ho buttato.

 

Ingredienti per 4 coppette di Gelu di Muluni con la mia ricetta:

  • 500 g di anguria molto matura
  • 120 g di zucchero
  • 3/4 g di agar-agar
  • un baccello di vaniglia
  • acqua di gelsomino
  • gocce di cioccolato fondente
  • pistacchi un cucchiaio

Prendete l’anguria e faterla a pezzetti, togliete la buccia e i semi quindi frullatela con il minipimer e poi passatela ad un setaccio non troppo stretto. Prelevate una dose di liquido, diciamo 100 ml e scioglieteci a freddo l’agar-agar, mettetelo suo fuoco e fatelo bollire piano per qualche minuto, unitelo poi al resto del succo in una pentola. Alzate la temperatura e aggiungete lo zucchero, quando quest’ultimo sarà sciolto fate intiepidire e poi unite i semini di vaniglia e un cucchiaino di acqua di gelsomino.
Quando sarà freddo mettetelo negli stampini e copriteli, i miei hanno il tappo e lasciateli in frigorifero diverse ore. Come sapete l’agar-agar si addensa con il freddo, dopo un’ora se volete aggiungete le gocce di cioccolato, aspettate che il liquido sia un po’ più solido altrimenti le gocce andranno a fondo.
Dopo la permanenza in frigorifero di tante ore, io l’ho lasciato fino al giorno dopo, potete servire il vostro gelu di muluni buono e delicato non una mappazza dal sapore di amido di mais. Ovviamente qesta ricetta è mia quindi se qualcuno decide di rifarla è pregato di mettere il link a questa pagina. Nel web esistono solo ricette con l’amido di mais. Grazie

 

gelo di melluni

[1] Promozione vendita e distribuzione libri Sicilia di Mondadori

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This Post Has 12 Comments

  1. Stefania

    Mamma mia, è una bellezza il tuo. Bravissima 🙂

    1. TamTam

      Stefania grazie a te, spero di essere riuscita a lasciare un commento al tuo gelo…;)

  2. Anna Maria

    Cara Tamara, mi sono persa nel tuo racconto e nei colori dei piatti e del tuo Gelo di Mellone. E mi sono sentita privilegiata ed emozionata. Grazie di aver partecipato alla GN che celebra un dolce tanto semplice quanto delizioso.

    1. TamTam

      Ti rispondo con un semplice grazie, sono felice di aver partecipato anche con alcune difficoltà, un abbraccio

  3. Sara Sguerri

    Bellissimo Tamara! Mai fatto con l’agar agar, proverò senz’altro… Il colore è meraviglioso!

    1. TamTam

      Sara grazie, con l’agaragar viene più buono perché non lascia nessun sapore, mantengono il colore e non si sente in bocca quel sapore della maizena, l’ho sperimentata e trovato la giusta dose, provalo e vedrai che ti piacerà 😉

  4. Cristina Galliti

    D’accordissimo con te nell’uso dell’agar agar! Bello il tuo amarcord palermitano!

    1. TamTam

      grazie Cristina, da provare è davvero buono

  5. resy

    Sai che i sapori, i colori ed i profumi siciliani mi sono molto cari, e questo articolo mi ha riportato nella amata città di mia madre. Da mangiarlo con gli occhi per non sciupare questa sinfonia di colori. Bravissima, la foto non poteva essere più allettante. 😘

    1. TamTam

      Resy ti ringrazio tantissimo e sono felice di averti riportato, anche se per pochi attimi, nella città che tanto ami, mi piacerebbe che tu, fine intenditrice di pasticceria provassi questa versione con l’agaragar è una delizia, l’ho studiata e provata…grazie e un abbraccio grande grande

  6. Giovanna

    Senz’altro da provare e grazie per la dritta dell’agar agar, che non amo particolarmente, ma come si dice a Roma “quando ce vo’, ce vo'”, giusto? Un bacio

    1. TamTam

      Giovanna ciao, l’agar-agar non ha sapori particolari invece l’amido con cui viene addensato il gelo, ha un sapore terribile sembra gesso e poi schiarisce anche il colore rosso loro ne mettono una dose eccessiva, insomma non è buono affato e io mi sono fatta la mia ricetta e si sente solo il sapore dell’anguria, buono, grazie della visita

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