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Malloreddus alla Campidanese

Ogni tanto si puà cucinare anche un piatto semplice come questi malloreddus alla Campidanese. Sono buoni, richiedono poco impegno, e in queste giornate afose meglio non stancarsi troppo. È uno dei piatti più famosi della Sardegna, conosciuto anche fuori dell’Italia e anche chi non ha voglia di farli a mano i malloreddus ormai si trovano in tutti i negozi e supermercati. Ricordo che circa 40 anni fa, mio padre, di ritorno da un lungo soggiorno per lavoro in Sardegna, siccome era in macchina, la riempi letteralmente di pacchi di malloreddus, perché all’epoca non si trovavano neppure a Roma e anche qualche confezione di bottarga (di quella un po’ meno visti anche a quei tempi i costi molto alti).
Io li faccio sempre a mano perché sono veloci da fare e sicuramente più buoni.
Ingredienti:
500 grammi di semola rimacinata
150 ml di acqua, comunque quanta ne prende la farina per fare un impasto di giusta consistenza
       mettete il sale nell’acqua (1 cucchiaino) così mentre impastate sciogliete anche il sale
mettete nell’impasto anche un paio di bustine di zafferano per dargli la tipica colorazione…
per il sugo:
salsiccia
aglio
olio evo
1 bicchiere di vino bianco
pomodorini in barattolo oppure una passata ma non quella tipo conserva, c’è una passata di pomodoro biologica di Alce nero, fatta con pomodorini raccolti nel Delta del Po, e una fatta dall’Azienda agricola di Spergolaia (Alberese) dentro al Parco dell’Uccellina, cercatele nei negozi bio e sentirete la differenza, hanno anche dei prezzi contenuti poco più alti delle altre ovviamente ma hanno una resa maggiore.
Lavorate farina e acqua e quando l’impasto è pronto fatelo riposare qualche ora. Intanto preparate il sugo: fate rosolare l’aglio in alcuni cucchiai di olio evo, tagliate la salsiccia a rotelline e mettetela nella padella, fatela rosolare e poi versateci un bicchiere di vino bianco, fatelo evaporare e dopo aggiungete il pomodoro (le proporzioni decidetele voi). Fate cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti, il pomodoro si deve ritirare e si deve vedere in superficie l’olio quando è pronto.
Riprendete la pasta, staccate dei pezzetti e fate dei serpentelli, che taglierete in cilindretti che passerete, a loro volta, nell’attrezzo apposito per fare i malloreddus. Altrimenti se vi sembra troppo difficoltoso comprateli. Mettete abbondante acqua salata sul fuoco, quando bolle calate i malloreddurs e quando sono cotti versateli direttamente nella padella dove avete fatto il sugo. Mantecateli con del pecorino, un giro di olio e abbondante basilico. Sono la mia passione come tanti altri piatti sardi.
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This Post Has 0 Comments

  1. ornella

    Buongiorno carissima, ogni piatto che prepari è una meraviglia! Si potrebbero fare senza attrezzo e passarli nella forchetta come faccio gli gnocchi? Un abbraccio e buon inizio settimana!

  2. raffy

    che primo piatto golosooooooooo!!! troppo buono!!! bravissima…complimenti!

  3. Tamtam

    Ciao Ornella…io ho questa piccola tavoletta di legno 10×5 (che è l’attrezzo di uso comune) rigata, ma quest’estate, se vado??? cerco l’attrezzo migliore per farli che consiste in un contenitore di coccio rigato, non so se con la forchetta è uguale perché a differenza degli gnocchi, questi sono piccoli e se spingi finiscono dentro i rebbi della forchetta…prova a cercare in qualche negozio molto fornito una cosa simile…dopo ti posto la foto della tavoletta…un abbraccio

  4. Tamtam

    ciao Raffy!!! grazieeeee……..

  5. Lucia

    Un piatto buonissimo! Corposo e saporito, come tutta la cucina sarda. Peccato che non riesca a fare i malloreddus in casa…! A presto, buona serata! 🙂

  6. Rita & Mimmo

    Posso suggerire di fare da se anche la salsa di pomodoro in estate quando sono belli maturi. E' facile, economico, divertente ed in inverno che piacere aprire quei barattoli profumati a noatro piacimento.

  7. Rita & Mimmo

    Posso suggerire di fare da se anche la salsa di pomodoro in estate quando sono belli maturi. E’ facile, economico, divertente ed in inverno che piacere aprire quei barattoli profumati a noatro piacimento.

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