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EatPrato: inizia da Carmignano il tour per i 300 anni della Doc

I Camini Della Paggeria

EatPrato: inizia da Carmignano il tour per i 300 anni della Doc. Venerdì 17 giugno, per fortuna non sono superstiziosa visto che iniziava proprio quel giorno il lungo fine settimana con il tour EatPrato. Un grande evento organizzato dall’Amministrazione comunale di Prato per festeggiare i 300 anni del vino Carmignano l’evento cui sono stata invitata insieme ad altre food blogger, vecchie e care amiche. Arriviamo a Prato e alla stazione un mini pullman ci porta fuori città verso il comune di Carmignano dove ci attende la prima emozionante vista: la splendida villa Medicea “La Ferdinanda”, Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2013. Sapevo dell’esistenza della Ferdinanda conosciuta anche come Villa dei Cento Camini ma non l’avevo mai visitata nonostante sia nata e vissuta in Toscana molti anni e devo dire che quella zona è a me molto cara. Dopo un po’ eccoli lì all’orizzonte i Cento Camini. Mi dicono che non sono proprio cento, ma il colpo d’occhio è eccezionale e non solo per questo. Arrivati nella tenuta, infatti, ci è chiaro che  la villa è solo una parte della più grande Tenuta Medicea di Artemino. Caspita che bellezza!  Però, ‘sti Medici sapevano proprio vivere e vivere bene. Il posto è stupendo, la giornata non è delle migliori, c’è un forte vento ma la vista che si gode fa passare anche questo inconveniente metereologico.

camino paggeria

La Ferdinanda si trova su un poggio e di fronte ha un altro poggio, leggermente più in basso, dove sorge il piccolo paese medioevale di Artemino, una frazione del comune di Carmignano. Le origini di questo luogo sono ben spiegate nel sito del Comune di Carmignano nel quale si legge che attorno al 1594 il Granduca Ferdinando I in uno dei tanti giorni in cui si dedicava alla caccia, appena giunto sul poggio di Artimino abbia detto al suo amico ed architetto di fiducia, l’ormai anziano Buontalenti: “Bernardo intorno a questo luogo appunto, ove tu mi vedi, io voglio un palazzo che sia sufficiente per me e per tutta la mia corte; or pensaci tu, e fa’ presto”. Detto e fatto: la Villa fu edificata in poco tempo tra il 1596 ed il 1600 fu chiamata  appunto la Ferdinanda dal nome del Granduca, o anche dei “cento camini” per via dei suoi numerosi comignoli di forme e fogge volutamente diversificate.
I Granduchi abitavano ad Artimino anche durante il periodo estivo, troppo afoso da trascorrere a Firenze. Nel 1626 la villa medicea venne circondata dal muro del Barco Reale lungo 30 miglia, realizzato per proteggere la grande proprietà e la riserva di caccia. Tutt’oggi nella tenuta di Artimino è possibile vedere una Porta del Barco, reperto archeologico di grande valore da cui prende il nome uno dei vini dell’azienda: il Barco Reale Doc.

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La piantina del Barco Reale

 

Caratteristica della villa i numerosi comignoli che svettano sul tetto e la rendono visibile da ogni dove, da qui il nome di ‘villa dei 100 camini‘. Non solo un vezzo artistico del Buontalenti per movimentare un po’ l’architettura austera della villa, i camini avevano anche una loro ragione d’esistere: riscaldare. Ferdinando I come tutti i Medici soffriva di gotta e quindi aveva bisogno di molto calore. Estetica e funzionalità insieme a testimonianza di una grande opera, l’ultima del famoso architetto toscano.

Mi ha sempre colpito come i Medici hanno voluto lasciare il segno del loro passaggio non solo per le bellezze artistiche e culturali che ci hanno lasciato in eredità, ma anche facendosi ricordare per quanto hanno fatto per la popolazione. Durante l’alluvione del 1844 Leopoldo II aprì Palazzo Pitti alla popolazione duramente colpita, costruì le ferrovie, la Leopolda, la Ferdinanda, quella maremmana che non riuscì a finire, bonificò la Maremma dalla malaria, a Grosseto è famoso il monumento a Canapone nella piazza principale, Canapone per il colore dei suoi capelli. Leopoldo II non tralasciò la cultura fondando lo Studio universitario della scuola Normale di Pisa, sul modello di quella parigina. Non mi sembra poco, la Normale è ancora oggi una delle più importanti e prestigiose università del mondo.  Insomma, i Medici erano sovrani illuminati che volevano vivere bene ma avevano capito che dovevano stare bene anche i sudditi.

 

botti carmignano

vinruspo

 

Ma torniamo al vino. Si sa che Firenze e la Toscana da questo punto di vista hanno un primato sicuramente invidiabile. Ma anche in questo campo il Granducato mediceo dimostrò una certa lungimiranza. Cosimo volle tutela i vini toscani. Infatti, sembra proprio che in quel periodo abbia visto la luce quella che si può considerare la prima Denominazione di origine controllata della storia. Si tratta del bando granducale promulgato da Cosimo III de’ Medici il 24 settembre del 1716 dal titolo ” Sopra la Dichiarazione de’ confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e valdarno superiore” che definiva con precisione gli ambiti territoriali entro i quali dovevano essere prodotti i vini per ottenere la denominazione corrispondente. Insomma, una vera e propria Doc ante litteram perché questo provvedimento stabilisce il principio fondamentale di ogni successiva Denominazione di origine protetta e controllata: ossia la imprescindibile corrispondenza fra una denominazione ed il territorio (delimitato) di produzione.

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A questo punto sorge un ma. E, cioè, il bando in sé, pur stabilendo entro quali confini il vino doveva essere prodotto per ottenere una certa denominazione, non indicava norme di produzione da rispettare. Ecco allora che Cosimo III  promulgò anche un decreto che istituiva apposite Congregazioni di vigilanza sulla produzione che avevano lo scopo di controllare il rispetto delle norme di produzione che venivano richieste ai fini della denominazione. Due ultime considerazioni: le Congregazioni possono essere considerate le madri degli attuali Consorzi; il decreto istitutivo delle Confederazioni, con il bando di delimitazione territoriale possono essere considerati a pieno diritto il primo vero disciplinare di produzione della storia. Tutto ciò ha ottenuto un riconoscimento importante proprio quest’anno a dimostrazione di quanto fossero valide e lungimiranti le idee medicee e che le cose buone lasciano il segno anche nei secoli.[1]  Infatti, è stata approvata su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, un’integrazione al programma filatelico per il 2016. Una serie di questi francobolli celebreranno proprio il III Centenario del Bando del Granduca di Toscana “sopra la dichiarazione de confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno di Sopra”.[2]

Bando_cosimo_III_vino_toscano                                                           [3] Il bando della Doc

La Ferdinanda adesso è la Villa dei matrimoni, sono tanti i giovani che vengono a sposarsi per avere delle foto ricordo strepitose, la vista da quelle colline è qualcosa di magico, gli interni sono molto ben tenuti ma non ci sono gli arredamenti originali, solo grandi saloni con tanti tavoli. Nella Paggeria, che era il luogo dove alloggiavano i paggi quando la famiglia si trasferiva nella villa per le vacanze adesso c’è uno splendido Resort, belle camere e piscina sul prato. Si arriva poi al ristorante “Biagio Pignatta” che deve il suo nome al primo maggiordomo di Ferdinando de’ Medici. In questo tour ho scoperto cose sconosciute della mia Toscana, è stata una gioia farne parte, aver passato 3 giorni intensi con care vecchie amiche alla scoperta di un territorio che amo molto.

Questa è la prima parte, arriverà presto la seconda.

[1] Il bando di Cosimo III de’ Medici sulla Doc

[2] Il Tirreno: un francobollo per i 300 anni del Carmignano

[3] Bando della Doc

[4] Artimino

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This Post Has 4 Comments

  1. Sabry

    Ciao Tamara, che bel post, io in quel di Artimino mi sono sposata….e in quella villa ho fatto il pranzo del matrimonio, è veramente un bel posto anche se son passati tanti anni ormai!!!
    A presto!

    1. TamTam

      Sabry ma pensa che bello hai fatto benissimo è un posto splendido, pace e bellezza, ti ringrazio…adesso faccio il pst su Paolo Sacchetti e poi su Mattei, ti aspetto…

  2. Gaia

    Non ho partecipato alla prima giornata, ma con il tuo post, colma decisamente la lacuna.
    E come scrivi bene, altrochè!

    1. TamTam

      Gaia questo è il complimento più bello che potevi farmi, ti ringrazio davvero tanto, mi piace anche scrivere, peccato che tu non ci sia stata, una giornata faticosa, la sera sono caduta nel letto, ma bella, questi Medici mi piacciono sempre di più e mi piacerebbe vedere tutte le ville che hanno costruito in Toscana, sai che tour…un abbraccio

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