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Pici alle briciole

Pici Alle Briciole

Pici alle briciole sono un tipo di pasta fatta a mano, simili a spaghettoni  ma più grossi, arrotolati male, disuguali, tipici del sud della Toscana.  Si trovano nella provincia di Siena e Grosseto e nella provincia di Viterbo con cui confina Grosseto. La ricetta è  molto semplice: acqua, farina e sale. La preparazione consiste nell’”appiciare”, cioè lavorare a mano la pasta fino a creare uno spaghetto lungo e corposo.
I condimenti classici sono: “l’aglione” (un sugo di pomodoro saporito e agliato), il ragù di carne o la ricetta cosiddetta “alle briciole”, con briciole di pane – appunto – soffritte o addirittura fritte. Esistono varianti di tutti i tipi: ai funghi,  con ragù a base di cacciagione (cinghiale e lepre, ad esempio) o in molti altri modi. Andiamo alla ricetta  di oggi, i pici alle briciole.

Per me i Pici sono altro. Io li amo, come tutte le ricette toscane che faceva mia nonna che cucinava divinamente. La passione penso di averla presa da lei e, ovviamente dalla mia mamma.  Negli anni ho avuto la possibilità di informarmi, di studiare, di avere anche dei maestri eccezionali che mi hanno insegnato cose che non conoscevo e adesso posso stare in cucina senza problemi. Mi dicono spesso di aprire un ristorante, beh non lo farei mai, non mi piace cucinare per chi non conosco, mi piace cucinare solo per chi amo e per gli amici.

Certi piatti mi riportano alla mia infanzia, e i pici sono uno di quelli.  Ricordo quando nonna li faceva, sempre tanti, doveva accontentare troppe persone… Dopo averli “appiciati”  li metteva ad asciugare sulle canne di bambù, fino a che non andavano in pentola. Uno dei condimenti preferiti era il sugo d’anatra. Spesso passavo i miei pomeriggo con nonna e in quei momenti ho scoperto tante ricette, molte curiosità e qualche segreto della sua cucina, e anche come fare i pici. Oggi non si sarebbe sposata e avrebbe fatto la cuoca, magari girando, adorava andare in giro per “il mondo”. Era una giovane donna del 1907.

 

Ingredienti per “Pici alle briciole”:

  • 300 g di farina O (zero)
  • 50 g di grano duro
  • 150/200 ml di acqua tiepida con un cucchiaino di sale
  • Aggiungete l’acqua un po’ per volta, l’impasto dovrà risultare non appiccicoso, duro ma morbido
  • un barattolino di alici
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • qualche spicchio di aglio schiacciato
  • pane grattato fatto in casa, quindi bricioloni tostati in forno
  • peperoncino

Pici con germogli di zucchine
Pici e alici
Pici con la zucca violina
Pici e baccalà
Pici con asparagi e peperoni cruschi
Pici con i carciofi
Pici con riduzione al vino rosso
Pici con germoglie di zucchine asparagi e carciofi
Pici all’aglione

Impastare le farine con l’acqua fino ad avere un prodotto lavorabile e non appiccicoso, fatelo riposare un’ora. Riprendetelo e stendete la pasta in un rettangolo di 1 cm, tagliate delle fettucce e fatele rotolare una per volta sulla spianatoia con le mani allontanandovi dal centro verso l’esterno. La pasta si assottiglierà e quelli saranno i pici. in basso un video

In una padella abbastanza grande aggiungete l’olio, l’aglio, il peperoncino e appena prenderanno il colore anche le alici, spegnete subito e lasciate lì. Mettete la pentola con l’acqua e quando bolle aggiungete i pici, in pochi minuti saranno cotti. Passateli nella padella, fateli insaporire e mettete sopra una generosa manciata di briciole di pane tostate, quindi serviteli.

 

Qui su Youtube il video dove spiego come si “appicia”

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Questo articolo ha 3 commenti
  1. Oramai mi avrai classificata come stalker, ma sono qui che mi leggo le ricette e prendo appunti, il tuo sito è davvero una miniera di informazioni interessanti e di note piene di tenerezza quando citi la tua nonna. Anche la mia era “una giovane ragazza” del 1910 che fino a 95 anni ha tirato la pasta a mano per ravioli e tagliatelle, guai a comprarli!

    1. Non penserò mai a te coma d una stalker, semmai come ad un’amica, e mi fa tanto piacere leggere i tuoi commenti, mi fa capire che qualcuno mi segue, mi legge e pensa a me quando prepara le mie ricette. Si la nonna Emilia era una donna eccezionale, il bene che le abbiamo voluto, tantissimo, era dolce e sapeva ascoltare. Grazie

    2. Scusa ma ho letto solo adesso quello che mi avevi scritto, non avevo aperto ancora la posta, dovevo pubblicare un risotto. In realtà mia nonna era di Cortona quindi tutto torna, è normale che le due ribollite si somiglino, non mi meraviglio affatto.
      Sul corso di fotografia. io ne ho fatti addirittura 3 e ho smesso per vari motivi, ho poca voglia di approfondire, non si può più andare in giro e anche la mia attività è cessata. Andavo in giro per l’Italia ad eventi di vario tipo, invitata dappertutto, il ritorno era sempre molto faticoso, pensare alle foto, e non è cosa veloce, scrivere e quindi tralasciare il blog, non pubblicare più ricette. Io sono nata foodblogger e quello mi piace fare. Comunque la mia ultima insegnante è Monique D’Anna, la trovi su fb, lei faceva corsi per tutta Italia, ma adesso penso si sia organizzata in modo diverso. Puoi dirle che ti manda Tamara, siamo amiche. Le altre due non credo che facciano più niente, sono passati molti anni ormai. Fammi sapere

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