Pici all’aglione
I Pici sono un tipo di pasta fatta a mano, simili a spaghettoni ma più grossi, arrotolati male, disuguali, tipici del sud della Toscana, della provincia di Siena e Grosseto e della provincia di Viterbo con cui confina Grosseto. La ricetta è molto semplice: acqua e farina, semola rimacinata e farina O. Impastare tutto insieme, far riposare e poi “appiciare”, cioè lavorare a mano la pasta fino a creare uno spaghetto lungo e corposo. I condimenti classici sono: “l’aglione”, al “ragù fatto con l’anatra”, o “alle briciole” soffritte.
I Pici all’aglione sono i più conosciuti non solo in Toscana per il condimento fatto con l’aglione, l’aglio gigante della Val di Chiana, cresce solo lì, è un aglio quasi dolce, l’aglione contiene poca o nessuna allicina responsabile dell’odore e del sapore presenti nell’aglio che conosciamo e che rimane a lungo in bocca a differenza dell’aglio tradizionale. Una volta pronti i vostri pici metteteli ad asciugare mentre preparate il condimento e si scalda l’acqua.
Per me i Pici sono altro. Io li amo, come tutte le ricette toscane che faceva mia nonna. Come cucinava! la passione penso di averla presa da lei e, ovviamente dalla mia mamma, e adesso posso affermare di cavarmela in cucina.
Certi piatti mi riportano alla mia infanzia, e i pici sono uno di quelli. Nonna mi diceva diceva di imparare a fare i pici così da grande me li sarei fatti da sola. E così ho fatto!
- 150 g di semola di grano duro
- 100 g di farina O
- sale
- acqua q.b. per un impasto abbastanza duro
per condire i pici all’aglione:
- una testa di aglione o un paio di spicchi
- alcuni cucchiai di olio extravergine di ottima qualità
- basilico in abbondanza
Ho impastato tutto a mano, l’impasto non deve essere morbido e va lavorato abbastanza fino a che non risulta liscio, l’ho messo a riposare almeno un’ora, quando era pronto l’ho ripreso e ho tagliato con il tarocco delle strisce e da queste ho iniziato ad “appiciare” cioè arrotolare con le mani dal centro verso l’esterno, avevo fatto anche un video ma qui non posso metterlo, ma non è difficile. Condite i vostri pici con il sugo all’aglione preparato con pomodori freschi o pelati




Complimenti per le due nuove collaborazioni e complimenti per la pasta.Se non sbaglio i pici corrispondono ai troccoli di un’altra regione d’Italia (non ricordo quale in questo momento).
Tempo fa feci i troccoli ma non ho ancora postato la ricetta.
Brava come sempre,buona domenica a te.
grazie carissima, no i troccoli sono diversi, sono fatti solo di semola rimacinata, tieni presente che mia nonna li faceva solo di farina 0 e acqua,poi i troccoli sono più quadrati, i pici sono fatti solo a mano e sono rotondi, degli spaghettoni grossolani, ma grossi…un bacio
Hai ragione Tamara,sono dei prodotti davvero fantastici,grazie per avermeli fatti conoscere!Che dire di quei pici,oltre ad essere belli da vedere,lì stesi ad asciugare,sono favolosi.Li ho mangiati una volta e ne ho un ricordo golosissimo!!Un bacione cara e buonissima domenica!
grazie Damiana, sì i prodotti della Meeting sono davvero buoni, li o trovati come ho scritto, lo stendipasta, è utilissimo, quando faccio le fettuccine ho sempre il problema d come asciugarle e tu vedessi il matterello, è di un legno eccezionale…i pici sono i pici…un bacio
Avrei bisogno anch’io di questa attrezzatura e’ bellissima. parlando dei tuoi picci sono invitatissimi, li adoro.
Buona domenica
sì è un’ottima azienda, con buoni prodotti, vai nel sito a vedere…un bacio
wow fantastica la tua ricetta e anche quel utensile per asciugare la pasta
grazie per avermi suggerito queste aziende chissà non provi a contattarle anch’io con il tuo permesso ovviamente 😉
a presto rosa
http://kreattiva.blogspot.it/
grazie Rosa, i pici fanno parte della mia infanzia…un saluto
Complimenti Tamara per le collaborazioni, quell’attrezzo per stendere la pasta mi piace da morire!!! E complimenti anche per i pici, pensa che io figlia di un pratese e nuora di una umbra di Castiglion del Lago dove tutti, anche i sassi, fanno i pici a casa da sola non li ho mai fatti, ho sempre solo aiutato chi li preparava! Una zia di mio marito poi li appiccia a matassa tirando i pici direttamente dall’impasto senza tagliare le striscioline, un incanto guardarla! Debbo decidermi, vedere i tuoi mi invoglia proprio!! 😉
Resy anche mia nonna era di quelle parti, anzi di Cortona, ma a Castiglion del Lago ci sono ancora parenti, che io non conosco, ma ci sono…sì lì tutti fanno i pici e anche come descrivi tu, io non sarei capace, bisogna essere dei maestri, mi piacerebbe tanto vedere però, io li faccio così a mano, questa volta ho messo anche la semola rimacinata, ma li preferisco solo con farina 0 e acqua e un uovo altrimenti non stanno assieme…un abbraccio
Esatto Tamara, anche le massaie umbre che conosco usano la farina 0 e un uovo, ma mi raccontano che era un lusso una volta, spesso dovevano arrangiarsi senza. Quando li vogliono arricchire fanno un sugo d’oco o col cignale (come dicono loro) da leccarsi i baffi!!!La cucina del Trasimeno è molto più simile a quella di Cortona che non a quella del resto dell’Umbria, non a caso l’autore di “Una rotonda sul mare” vedeva da Cortona una rotonda del Trasimeno dove si ballava!!! Buona giornata
[…] del condimento l’ho avuta dallo chef Campoli. Le altre ricette di pici le trovate qui, qui, qui, e qui c’è anche la […]