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La Melagrana servita con le ricette di Sabrina Ghayour

Melagrane

La Melagrana servita con le ricette di Sabrina Ghayour.  Il nome “melagrana” deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”).  In antico inglese era noto con il nome di apple of Grenada (mela di Granada). Una radice del nome della melagrana deriva dall’antico egiziano rmn, da questo deriva l’ebraico rimmôn, e l’arabo rummân.

La melagrana o melograno, l’eminente Accademia della Crusca ha stabilito, nella sua quinta edizione che si può usare melograno anche per il frutto, cosa mai detta prima.

Simbolo di abbondanza, fertilità e fortuna, raffigurato spesso nelle mani di dee o in quelle della madre di Cristo, il frutto del melograno era conosciuto fin dall’antichità. Il suo nome scientifico Punica granatum deriva dal latino punicus perché così lo chiamò Plinio ritenendolo originario dell’Africa Settentrionale. Le radici della pianta, ogni parte del frutto e i fiori erano usati nella farmacopea tradizionale, come illustra Pietro Andrea Mattioli “medico sanese” nei cinquecenteschi Discorsi nei sei libri della materia medicinale di Pedacio Dioscoride Anazarbeo; il Mattioli, che usa melagrano per indicare sia il frutto sia la pianta, nota che “i Melagrani si chiamano in più luoghi d’Italia Pomi granati”. [1]

 

melagrane

 

Punica granatum“,  abbiamo detto e anche “Granata”, pianta molto diffusa nel Mediterraneo e originaria di Persia e Afghanistan. Cibo della fertilità, dell’allegria, dell’amore. Il frutto dei “chicchi buoni”, come sono definiti nella Bibbia, mette d’accordo il mito con la religione, l’amor sacro con l’amor profano.

In epoca cristiana la melagrana divenne l’allegoria della Chiesa gremita dai molti fedeli, e i pittori del Rinascimento ne disegnavano il frutto nella mano di Gesù bambino per alludere alla “nuova vita” donata all’umanità. [2]

La melagrana è inoltre nella simbologia ebraica, simbolo di onestà e correttezza, dato che conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah, (365 divieti e 248 obblighi) osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo. In realtà i semi della melagrana sono in numero variabile (di certo circa 600), ma il frutto con i suoi semi ricorda quel numero, che come tanti altri, ha riferimenti precisi nella numerologia ebraica. La melagrana per i suoi numerosi semi è simbolo di produttività, ricchezza e fertilità.

Quella della melagrana è una delle poche immagini che appaiono nelle vecchie monete della Giudea come simbolo santo. Attualmente molti rotoli della Torah quando non sono in lettura, e quindi sono avvolti, sono protetti da gusci in argento a forma di melagrane (rimmonim) .

 

Alcuni studiosi di teologia ebraica hanno supposto che il frutto dell’Albero della vita del Giardino dell’Eden fosse da intendersi in realtà come una melagrana. La melagrana è uno dei sette frutti elencati nella Bibbia (Deu. 8:8), come speciali prodotti della “Terra Promessa“. [3]

Insomma la nostra melagrana è un frutto antico e lo ritroviamo nei dipinti, nei libri e in ogni immagine, nei libri e negli affreschi, è un frutto bello da vedere e i suoi chicchi portano fortuna se mangiati durante le feste.

In questo tributo a Sabrina Ghayour, cuoca britannica-iraniana, troverete tante ricette dove la melagrana è l’ingrediente principale, con la sua melassa o decorativo con i suoi meravigliosi grani, le ricette escono oggi e domani e saranno 12, una più bella dell’altra, per la mia ricetta,  che è strepitosa e anche le altre cliccate su questo link rosso, e troverete anche la mia ricetta:
Manzo scottato con condimento alla melagrana e balsamico dal libro Persiana, con la ricetta per fare la melassa di melagrana che è una delle cose più buone da mettere sulla carne, vi aspetto

https://www.mtchallenge.it/2018/10/09/la-melagrana-sabrina-ghayour-parte/

 

[1] Accademia della Crusca

[2] Taccuini storici

[3] Wikipedia

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